L’olio ozonizzato è oggi molto utilizzato in cosmetica e nelle formulazioni dermofunzionali grazie alla sua capacità di sostenere l’equilibrio e il benessere della pelle.
Tuttavia, prodotti molto diversi fra loro possono rientrare sotto questa stessa definizione.
Capire come riconoscere un olio ozonizzato di qualità è fondamentale per orientarsi in modo consapevole e scegliere formule realmente stabili, sicure e trasparenti.
Cosa determina la qualità di un olio ozonizzato
La qualità di un olio ozonizzato dipende soprattutto da:
• Tipo di olio vegetale di partenza
Dev’essere puro, certificato e ad alto contenuto di acidi grassi insaturi.
• Processo di ozonizzazione controllato
Temperatura, pressione e flusso dell’ozono devono essere costanti, per garantire uniformità nella formazione degli ozonidi, evitando lo sviluppo di sottoprodotti non desiderati e potenzialmente pericolosi.
• Stabilità degli ozonidi nel tempo
La presenza di composti ossigenati stabili è ciò che determina l’efficacia cosmetica del prodotto.
Non basta quindi “aggiungere ozono” a un olio vegetale: a fare davvero la differenza è la qualità del processo tecnologico.
L’indice di perossidi: il parametro più importante
L’indice di perossidi (IP) è il principale indicatore della quantità di ozonidi presenti nell’olio.
Valori più alti corrispondono a una maggiore concentrazione di composti stabili.
In generale:
-
IP < 1.000 → attività molto bassa
-
IP > 3.000 → alta stabilità e performance costante
Prodotti come Ozonia 3000, ad esempio, superano ampiamente questo valore, segnale di un processo controllato e di un contenuto elevato di ozonidi.
Un produttore serio dovrebbe sempre specificare:
-
indice di perossidi
-
tipo di olio vegetale utilizzato
-
condizioni di ozonizzazione
Purezza e tracciabilità dell’olio vegetale
Un olio ozonizzato di qualità nasce da oli vegetali certificati e tracciabili.
Gli oli più adatti alla ozonizzazione sono quelli ricchi di acidi grassi insaturi, come girasole, oliva o sesamo.
Un prodotto ben realizzato si riconosce da:
-
colore uniforme
-
consistenza stabile
-
odore caratteristico ma non sgradevole
-
assenza di torbidità o residui
La purezza dell’olio di partenza influisce direttamente sulla qualità finale del composto ozonizzato.
Buone pratiche di produzione e certificazioni
I migliori oli ozonizzati sono realizzati in conformità alle GMP cosmetiche (ISO 22716).
Questa certificazione garantisce:
-
tracciabilità delle materie prime
-
sicurezza igienica
-
controllo dei lotti
-
uniformità del prodotto finale
La conformità a standard regolatori europei è un ulteriore indicatore di affidabilità.
Conservazione e packaging: elementi fondamentali
La stabilità dell’olio ozonizzato dipende anche da come viene conservato.
È preferibile che sia:
-
confezionato in flaconi scuri
-
contenuto in vetro o materiali barriera
-
mantenuto in condizioni di termoneutralità (20 – 25 °C)
Una conservazione corretta permette al prodotto di mantenere intatte le sue caratteristiche per molti mesi.
Conclusione
Riconoscere un olio ozonizzato di qualità significa valutare:
-
la purezza dell’olio vegetale
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il processo di ozonizzazione
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l’indice di perossidi
-
le certificazioni
-
la stabilità e il packaging
Solo un prodotto realmente standardizzato e ben documentato può garantire sicurezza, stabilità e performance cosmetica costante.
Per approfondire gli standard di qualità e i criteri di produzione, puoi consultare la scheda dell’olio ozonizzato Innovares.
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